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   La dominazione degli Olgiati.

 

Il 21 Giugno 1614 Settimio Olgiati acquistò da Paolo Capizucchi i Castelli di Poggio Catino e Catino dove s'insediò il 26 Marzo 1615 accolto con grande entusiasmo dalla popolazione. Il Marchese Olgiati morì nel 1623.n>

Fra i Signori che nel tempo hanno governato non c'è dubbio che gli Olgiati siano stati quelli che più hanno fatto.

Collegò i due Paesi alla vecchia Salaria costruendo una strada detta ''Galantina'' lungo la riva sinistra del Tevere. Trasferì la Sede Baronale a Poggio Catino ove restaurò il Palazzo realizzandovi 4 appartamenti di 24 stanze, rimesse, fienili, magazzini. Comprò una casa per il Governatore vicino al Palazzo con carceri doppie e stalle. Poi costruì un grande giardino con un muraglione di cinta, alberi e fontane.

Pavimentò con mattoni la strada che saliva al Palazzo, chiuse la porta del Torrione presso la fontana di Piazza ricostruendola a mattoni. Fece costruire davanti alla Chiesa di Santa Caterina una piazza.

Risolse il problema della cronica mancanza di acqua. Pur avendo la riserva sulle sorgenti del Tancia trasmessagli da Paolo Capizucchi vi rinunciò in considerazione della grande spesa necessaria per realizzare questo Acquedotto. Esisteva una ricca vena d'acqua in località ''La Canale'' , proprietà boschiva del Comune di Catino. La raccolse e la immise in un bottino. Costruì un acquedotto con cunicoli, con tubi di piombo e di terracotta. Il giorno di Santa Croce del 1616 per la prima volta l'acqua defluì nelle fontane del Giardino, alimentò la fontana della Piazza di Poggio Catino e il lavatoio pubblico.

Alla sorgente fu posta una lapide stemmata: '

'' Settimio Olgiati, Marchese e Barone, con autorità di signore e carità di padre concesse gratuitamente al Popolo assetato l'occulta vena di quest'acqua salubre che, con paterna sollecitudine rintraccìò, allacciò e raccolse il 3 Maggio 1616 giorno della festa di Santa Croce.''

Poi anche Catino ebbe l'acqua nel lavatoio pubblico e nella fontana di Piazza Gregorio Catinense.

Costruì dalle fondamenta, a Poggio Catino, la Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari e della Concezione di Maria Vergine nel medesimo posto della vecchia Chiesa ormai in rovina. Fu aperta al culto nel 1621. Successivamente fu restaurata e consacrata il 19 Luglio 1774 dal Cardinale Carlo Rezzonico, Vescovo di Sabina.    Gli successe suo figlio Giovanni Battista (1623 - 1669) quindi Marco Antonio Olgiati fino al 1720 quindi suo figlio G.B. Olgiati.

Il Papa Paolo VII° il 6 Luglio 1816 abolì i diritti feudali. Il 19 Ottobre 1816 G.B.Olgiati rinunciò  in forma legale alla giurisdizione baronale di Poggio Catino e Catino.    Nel 1817 Poggio Catino aveva 368 abitanti, era ''appodiato''(frazione) di Poggio Mirteto insieme a Catino che ne aveva 225.

Divenne Comune autonomo con Catino ''Frazione'' nel 1853.

I due insediamenti avevano 751 abitanti, 143 dei quali residenti in campagna, suddivisi in 157 famiglie che vivevano in 149 case. 

Il superstite di Giovan Battista, Lucio Olgiati provvide a stipulare una ''concordia'' nel 1845 per derimere tutte le questioni in essere con Poggio Catino e Catino e, in quanto oberato dai debiti, vendette i beni che gli rimanevano insieme al titolo di marchese ad Andrea Bustelli.    Era il 1856.