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POGGIO  CATINO

 

Podium de Catini (Poggio Catino) nacque a seguito di un'operazione di incastellamento

di un insediamento sparso situato vicino al ''Castrum di Catino'' voluta dall'Abbazia di Farfa per rendere più efficiente il proprio sistema difensivo e per accogliere una popolazione più consistente non avendo Catino la possibilità di un ampliamento urbanistico vista la difficile orografia del suo posizionamento.

Notizie storiche circa la sua nascita sono riportate nel Regesto Farfense (IV - Doc. 809-An. 1047 - 1089 Pa. 211 ) e nel Chronicon Farfense ( II - Pag. 122 ) di Gregorio da Catino.

L'Abbazia di Farfa  ''castella quae suo acquisivit tempore Abbas Bernardus: Castelli Catinensis duas partes de quinque, ex quibus postmodum Podium ibidem fabricavit.''    Fra i beni che l'Abbazia acquista esiste quindi anche il ''Podium'' che corrisponde al colle di Moricone e su questo colle Bernardo I° costruì il nuovo Castello verosimilmente nel decennio 1070 - 1080.

Nell'anno 1097 (Chronicon Farfense Doc. 1154 - Pag. 158 ) l'Abate Berardo II° ricostruisce e rinnova la Chiesa e l'Abbazia di Farfa. Per sostenere le spese, utilizza le rendite di alcuni Castelli. Ad altri, tra cui Poggio Catino, impone di fornire la calce.  L'Imperatore Enrico V° conferma all'Abbazia di Farfa ( Chronicon Farfense Doc. 1318 - Pag. 30 2 ) nel 1118 il possesso dei privilegi e dei beni tra cui i castelli: ''Montem Operis, Foranum, Podium Catini ed altri.''

La Reverenda Camera Apostolica (Struttura che gestiva il Patrimonio pontificio) vendette nel 1478 il Feudo di Catino e Poggio Catino al Comune di Rieti il quale, per comprarlo, ricorse ad un prestito privato. Non essendo in grado di restituirlo, il Comune di Rieti fu citato in giudizio di fronte al tribunale dell'Auditor Camerae. Per chiudere la causa intervenne il ricco mercante genovese Meliaduce Cicala che versò la somma necessaria all'estinzione del debito e alla chiusura del procedimento giudiziario in cambio del possesso di Catino e Poggio Catino.

Alla morte di Cicala (1481) Poggio Catino - in base a quanto disposto dal testatore - fu legato all'erigendo Ospedale San Giovanni Battista dei Genovesi a Roma.

Con Atto Camerale del papa Sisto IV°, nel settembre del 1483, i due Castelli furono venduti a Giovanni Paolo Orsini che li comprò con la dote della moglie Giulia Santacroce Publicola al prezzo di 15 mila fiorini d'oro ed ottenne anche l'esenzione dal versare l'imposta alla Reverenda Camera Apostolica (Gabella Emptionis).

Nel 1503 i feudi di Catino e Poggio Catino furono confiscati dal papa Alessandro VI° Borgia agli Orsini per ritorsione al fatto che essi avevano aderito ad una congiura contro Cesare Borgia.  Alfonso Alcaide venne nominato castellano a Catino e Diolo a Poggio Catino.    Dopo la morte di Alessandro VI° (18 Agosto 1503) gli Orsini tornarono in possesso dei due Castelli.    Paolo Orsini lasciò al figlio Roberto Poggio Catino e Catino e questi li affidò al Governatore Mario Peccatori di Rieti, suo cognato. Roberto elesse erede universale suo fratello Camillo il quale morì il 4 Aprile 1559. Gli successero i figli Paolo, Giovanni e Latino. Non si sa con certezza se i tre fratelli si fossero divisi i due Castelli ma sembra che fossero condomini. Solo in seguito i due Feudi risultano governati da Latino.    Latino Orsini morì nel 1580. Gli successero i figli Fabio e Virginio che furono condomini dei due Castelli. Vennero venduti a Bernardino Savelli nel 1588 per 32 mila scudi.  Bernardino morì due anni dopo e prese in mano la gestione dei beni la moglie Lucrezia Anguillara, donna energica, esosa e senza scrupoli. Venne spesso in lite con i due Comuni. Acquistò foreste dal Comune di Poggio Catino, una panetteria con forno e nel 1590 il molino posto presso il ponte di Catino rivendendolo poi a Bernardino Guido, Gentilesca Giubilei e Properzio Andreotti.    I Savelli posero a Governatori di Poggio Catino Giulio Grappicoli di Todi e quindi Giovanni  Mazzotti di Senigallia.

Nel 1597, oppressi dai debiti, i due feudi furono messi all'asta e acquistati da Camillo Capizucchi. Costui morì a 70 anni a Komar e fu sepolto a Vienna nella Chiesa di S. Croce.

Una lapide, in questa Chiesa, ne ricorda la memoria.

                

                                                            D. O. M.

  

                                    A Camillo Capizucchi patrizio romano

                                    Marchese di Poggio Catino e Catino.

 

   Gli successe il fratello Mario nel 1598 il quale , nel 1607, rinunciò in favore del suo primogenito Paolo che governò fino al 1614.

   Sotto di lui iniziò il declino dei Feudi.