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CHIESA SANTA MARIA DEI NOBILI

 

    In una Lapide del 1210 (attualmente nella Chiesa di Sant'Eustacchio a Catino) scritta in caratteri gotico - longobardi , è chiamata '' Madre di tutte le Chiese del territorio catinense''.

   Il nome ''Santa Maria dei Nobili'' le fu attribuito da Lopario e dal giudice Uberto (Avvocato del Monastero di Farfa) come risulta dalla stessa Lapide.

   Fu una Chiesa tenuta in grande considerazione tant'è che furono stabilite rendite per il ''perpetuo culto''.

   Il giudice Uberto (Regesto Farfense - Doc. 423 - Anno 998) fece parte di un collegio di giudici riuniti nella Villa di Rescaniano sotto la presidenza di Roperto ''Missus domni Ottonis'' che doveva decidere su un reclamo presentato dall'Abate di Farfa Ugo per alcune usurpazioni di beni subite dal suo Monastero.

   Se Uberto dette il nome alla Chiesa Santa Maria dei Nobili ed era in vita nel 998 vuol dire che la Chiesa stessa già esisteva.

    Sorse probabilmente sulle rovine di una Villa romana di cui le cosiddette Terme di Sillaerano una pertinenza e nello stesso luogo fu costruito il Cimitero comunale.

   Nel 1779 fu interamente ricostruita intorno alla Cappella, unico reperto rimasto dell'antica struttura, da Bartolomeo Andreetti Luccichenti  e con il contributo del popolo catinense.

   L'Icone di Santa Maria dei Nobili era affrescata sulla parete di fondo della Cappella ed è verosimile datarla intorno al 1000. Fu restaurata da Giuseppe D'Antoni.

   Addossata alla Chiesa esiste una piccola casa recentemente ristrutturata adibita ad abitazione dell'Eremita che provvedeva alla custodia della Chiesa.